Amnésia

Un altro cimento di Al Coffin che ci offre una nuova trama per un nuovo romanzo. L’idea, lo spunto e lo sviluppo della trama sono un processo logico che però chiedono di essere fissati rapidamente per non perdere la spontaneità e la freschezza della narrazione, sfruttando ancora l’entusiasmo della novità e della originalità. Così lavora il nostro e questo è il motivo della sua frequente produzione letteraria in cui questa sue caratteristiche diventano la sua firma di riconoscimento.
In realtà anche questo nuovo scritto è un piccolo capolavoro, una miniatura che si articola su molteplici sfaccettature fatte d’indizi, conferme e smentite in un susseguirsi di capovolgimenti intellettuali che prendono per mano il lettore e lo conducono al finale. Raggiungere la conclusione e conoscere la ‘verità’ diventa indispensabile per chi inizia il romanzo e vi si addentra e questo è una prerogativa di ogni buon ‘giallo’ dove il lettore viene coinvolto a tal punto da desiderare di sapere con tutte le proprie forze.
E’ un tipico thriller che prende il lettore e non lo lascia, emozionate e coinvolgente.
Potrei consigliare ai deboli di cuore di non leggerlo perché la parte finale ti accende e ti brucia, ti incalza con tale ritmo da non darti tregua fino a che non l’hai terminato.

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