Mr Echo è scomparso

Si tratta di un thriller a sfondo internazionale in cui la scomparsa di un medico, un virologo di fama mondiale, chiama in azione la coppia degli abituali investigatori che popolano i romanzi di Al Coffin: il commissario Boldri e il suo vice Lorenzini. Si muovono in uno scenario per loro inconsueto, una città, Roma, in cui non sono soliti svolgere le indagini e su problemi nati in un altro continente l’Africa. Saranno molti gli intralci che ostacoleranno la loro azione investigativa, casuali o voluti, in una girandola di ipotesi e di imprevisti che colpiscono l’interesse del lettore fino dall’inizio del racconto e che lo tengono vivo fino all’ultima sequenza. Il romanzo si muove sullo sfondo della epidemia di virus Ebola che indirettamente diventa il protagonista della vicenda.

Il delitto di Via Maccabei: Storia di un’Italia che cresce

In questa pagina si danno abitualmente alcune informazioni essenziali sul libro. Immagino il lettore in piedi in libreria o anche seduto, poiché molti rivenditori si sono organizzati con piccoli salottini confortevoli, che sta leggendo queste righe con le quali spero di interessarlo all’acquisto. Ci provo. Si tratta di uno strano thriller perché la sua soluzione è veramente inattesa. Naturalmente non può essere svelata sulla IV di copertina ma l’Autore assicura che i lettori rimarranno ‘a bocca aperta’ come ha voluto specificare in una riunione editoriale. Forse perché vorranno esprimere il loro disappunto e la loro disapprovazione o forse perché resteranno meravigliati. Cosa uscirà dalla loro bocca, rimasta appunto aperta? Un Oh di meraviglia o un’espressione di delusione? Una volta annunciata questa caratteristica che rende il romanzo molto originale il lettore potenziale vorrà conoscere qualche particolare dell’intreccio. Si tratta di un classico. Una donna morta, la magistratura e la polizia che indagano, un marito e un visitatore occasionale i sospettati. Certo il colpevole non è di facile individuazione perché si nasconde fra le pagine del libro e la sua responsabilità non emerge alla prima lettura. Interessi contrastanti sono in gioco, denaro e potere, sesso e amore, malavita e politica categorie di opposti che spesso vanno a braccetto insieme nelle menti e nelle azioni degli uomini. Buona lettura.

Due oche rosse

Una donna viene uccisa in modo efferato. Un’altra dona viene uccisa nello stesso modo. I delitti si consumano in una casa di cura dove si rincorrono sospetti e accuse fra i dipendenti e nei confronti dei numerosi frequentatori. Criminalità organizzata, gelosie professionali, commercio illecito di farmaci, rivendicazioni personali si intrecciano e concorrono a rendere il quadro investigativo complesso e difficile. Più investigatori si alternano nelle indagini ma alla fine la coppia Boldri Lorenzini dimostrerà il valore dell’uomo comune, dell’onesto e semplice ragionamento che permette di individuare il colpevole e di assicurarlo alla giustizia.

Amnésia

Un altro cimento di Al Coffin che ci offre una nuova trama per un nuovo romanzo. L’idea, lo spunto e lo sviluppo della trama sono un processo logico che però chiedono di essere fissati rapidamente per non perdere la spontaneità e la freschezza della narrazione, sfruttando ancora l’entusiasmo della novità e della originalità. Così lavora il nostro e questo è il motivo della sua frequente produzione letteraria in cui questa sue caratteristiche diventano la sua firma di riconoscimento.
In realtà anche questo nuovo scritto è un piccolo capolavoro, una miniatura che si articola su molteplici sfaccettature fatte d’indizi, conferme e smentite in un susseguirsi di capovolgimenti intellettuali che prendono per mano il lettore e lo conducono al finale. Raggiungere la conclusione e conoscere la ‘verità’ diventa indispensabile per chi inizia il romanzo e vi si addentra e questo è una prerogativa di ogni buon ‘giallo’ dove il lettore viene coinvolto a tal punto da desiderare di sapere con tutte le proprie forze.
E’ un tipico thriller che prende il lettore e non lo lascia, emozionate e coinvolgente.
Potrei consigliare ai deboli di cuore di non leggerlo perché la parte finale ti accende e ti brucia, ti incalza con tale ritmo da non darti tregua fino a che non l’hai terminato.

L’uomo dell’accordo

Questo racconto riguarda avvenimenti fra loro legati, accaduti indietro nel tempo, in momenti differenti sul suolo dell’Europa.
Narra di episodi rimasti nascosti alla storiografia e anche alla cronaca di quei tempi. Coinvolge uomini restati sconosciuti. I motivi appariranno evidenti nel divenire del racconto.
Quello che è narrato qui sembra che non sia mai accaduto, ma certi eventi che tutti hanno imparato a conoscere dai libri di storia o dalle cronache o che alcuni ricorderanno di aver vissuto per essere stati loro coevi, si sono verificati solo perché essi sono stati preceduti e sono stati concatenati ad altre storie di cui nessuno ha mai parlato.
Non è stato facile ricostruire gli avvenimenti qui narrati, solo la memoria di alcuni superstiti ha permesso di mettere insieme il racconto che è testimonianza del valore di uomini che hanno donato se stessi agli ideali di libertà, fratellanza e tolleranza.
I nomi dei personaggi e i luoghi sono stati per quanto possibili resi irriconoscibili ma i limiti temporali di quelle azioni che si sono collocate in un preciso contesto storico sono stati mantenuti.

Pazienti in Libertà

Questo volume è dedicato ai miei pazienti più intelligenti e ai miei colleghi medici che riconosceranno alcuni comportamenti stereotipati, riferibili a se stessi o a loro conoscenti.
È un discorso semiserio articolato in venti vignette, con qualche nota amara sulla mentalità comune e sulla vita quotidiana. Sotto l’apparente brio della narrazione ho in verità, voluto nascondere il senso amaro della vita che non lascia scampo a nessuno e ti colpisce inesorabile con la sua dura realtà.
Ho preso l’idea da situazioni reali, osservate e vissute negli ultimi anni della mia professione, quando il tempo me l’ha permesso. La riduzione della quantità e del ritmo del mio lavoro, mi hanno dato la possibilità di raccoglierle e di rifletterci un po’ sopra. La mia intenzione è stata quella di mostrare situazioni apparentemente fuori dal comune ma in realtà frequenti, prendendo spunto da un caso clinico per arrivare a rilevare il modo di reagire delle persone, psicologico e comportamentale. In particolare ho voluto evidenziare i paradossi delle loro opinioni che mal si accordano con una cultura, quale ci si dovrebbe aspettare da persone che vivono ben dentro il XXI secolo, che hanno la possibilità di accedere a informazioni qualificate e che dovrebbero avere una critica costruttiva.
Non è così.
Responsabilità? Non saprei. Forse il mondo dei media, la politica, la scuola, l’ignavia che caratterizza il genere umano? Non mi sono posto il problema delle colpe, nonostante la mia cultura cristiana e cattolica. Ho voluto solo osservare e ho riferito, facendo quello che si dice dovrebbe essere il lavoro del cronista.
In corsivo ho riportato i commenti e i pensieri che sono venuti a me e che non ho comunicato né ai pazienti né ai loro familiari, una sorta di colloquio riservato fra me e i miei lettori per facilitare la comprensione delle mie osservazioni.

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Il patto di ferro

Il_patto_di_ferroLa Signora Wallis Simpson era una donna affascinante, colta e ben introdotta nella alta società degli anni ’30. Per motivi che non sono stati chiariti, forse per un insieme di circostanze, ella aveva stretto un patto, che fu definito di ferro, con il suo amico Jack von Ribbentrop con lo scopo di “germanizzare” l’Inghilterra. Pedina inconsapevole di questa operazione fu il giovane Re Edoardo VIII che rimase vittima del suo fascino e dei suoi piani. Fu proprio a causa della Wallis e delle sue azioni che la Nazione Inglese corse un serio pericolo di veder soffocata la sua democrazia e la sua indipendenza. Il pericolo fu molto grande, maggiore di quello che causarono le armi nella successiva guerra mondiale. Fu la attenta sorveglianza delle forze sane del paese, fu lo spirito di sacrificio di alcune persone che pagarono con la propria vita che permisero di sventare il piano sottile e raffinato che era stato ordito. Alla fine fu data una giustificazione davanti all’opinione pubblica e alla storia che è quella che tutti conosciamo dalle cronache e dai libri di storia. Le cose andarono però diversamente e questo libro lo spiega, rivelando particolari che solo la testimonianza di coloro che hanno in qualche modo assistito ai fatti o che ne hanno sentito raccontare da testimoni diretti ha permesso di ricostruire con una sufficiente verosimiglianza. Naturalmente tutti i nomi riportati sono di fantasia perché l’anonimato deve coprire sempre i veri protagonisti di queste delicate vicende.

Acqua tofana

Acqua_tofanaUna giovane ragazza inglese è in vacanza in Italia e si trova coinvolta in una vicenda insolita. Una sera rientrando nel proprio appartamento scopre il corpo senza vita di uno sconosciuto seduto in una poltrona del suo salotto. La sorpresa non è piacevole. La polizia accerta che si tratta di un omicidio e sulla ragazza cadono i maggiori sospetti così che ella viene arrestata in attesa delle conclusioni delle indagini. Ritorna la coppia del commissario Boldri e del brigadiere Lorenzini che già si sono distinti nel caso de ‘Lo sconosciuto’ e in 72 ore riescono a svelare la complessa vicenda che sta dietro al delitto. Il romanzo, ambientato nella Firenze attuale, si caratterizza per la narrazione serrata che fa presa sul lettore e lo tiene stretto al testo fino a che non arriva la soluzione. Lo stile è asciutto e il linguaggio sempre accorto e appropriato, in uno stile che richiama l’eleganza del thriller inglese